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Dalla Sicilia con i trattori per arrivare con centinaia di mezzi agricoli a Roma il 15 Novembre

Dalla Sicilia con i trattori per arrivare con centinaia di mezzi agricoli a Roma il 15 Novembre
Oltre centocinquanta automezzi agricoli sono partiti da Pian Del Lago, alla periferia di Caltanissetta, nel centro della Sicilia. Pian del Lago è stato l’epicentro di una imponente mobilitazione contadina siciliana che ha schierato dalla fine di settembre sindaci, agricoltori e che continua ancora oggi mentre si susseguono in tutto il Sud Italia iniziative, scioperi e manifestazioni di agricoltori. La caratteristica nuova di queste mobilitazioni è quella di essere largamente partecipata da agricoltori ed allevatori che hanno imparato, dopo le molte sconfitte degli anni scorsi, a coordinarsi ed a praticare l’unità. Così sono arrivati all’autunno avendo prodotto una precisa proposta al Governo Nazionale ed alle Regioni: dichiarate lo stato di crisi delle aziende agricole, sospendete le esecuzioni contro le aziende agricole ed i pagamenti, restituite loro le molte risorse di cui sono creditori, riaprite i termini della ristrutturazione delle rate INPS. In poche parole, fermate il massacro che sta condannando alla chiusura il 40% delle aziende agricole italiane e, soprattutto, meridionali. La differenza di valore fra i prezzi al campo agli agricoltori, i costi di produzione ed i prezzi per i consumatori è la fotografia tutto il fallimento delle scelte di politica agricola compiute fin qui. Serve una svolta ed un cambio di rotta. Serve una nuova riforma agraria che assuma la Sovranità Alimentare del Paese come base ed orizzonte e che assicuri reddito alle aziende, salario buono e diritti ai lavoratori agricoli, prezzo ed accesso al cibo sano per tutti i cittadini. Serve dimettere le politiche che, al contrario, premiano le lobbies, le banche e la speculazione finanziaria, il grande commercio. Gli agricoltori in lotta, questa volta hanno le idee chiare e non sono in alcun modo disposti a farsi prendere in giro: alla riforma ci si arriva se si interviene subito per fermare il massacro, dunque servono provvedimenti urgenti, risorse ed investimenti. Con queste richieste precise abbiamo ottenuto che tre diverse regioni (nell’ordine, Sicilia, Basilicata e, ieri, Sardegna) hanno dichiarato lo Stato di crisi ed altre stanno predisponendosi a farlo. È, questa, la precondizione, la cornice istituzionale in cui è possibile, se il Governo farà la sua parte, di assumere provvedimenti urgenti e straordinari anche adottando misure in deroga alle regole comunitarie, alle compatibilità di Basilea 2 ed ai parametri di Maastricht. Non sono misure impossibili o demagogiche: Sarcozy in Francia ha appena stanziato 1 miliardo e seicento milioni di Euro di risorse nazionali per contenere la crisi agricola, la Grecia ha chiesto di adottare 800 milioni di misure in deroga ed altri Paesi stanno predisponendo interventi. In Italia, per ora tutto tace. Il Governo ha perso fin qui tutti i treni per affrontare la crisi delle nostre aziende agricole. Nulla del decreto anticrisi prima dell’estate, nulla in previsione sulla finanziaria.
Gli agricoltori in mobilitazione, forti del risultato conseguito in tre regioni partono per Roma per dire chiaro e forte a Governo, Parlamento e Conferenza Stato Regioni che il tempo è scaduto. La prossima stagione agraria non può essere affrontata senza interventi. Noi non ci stiamo a celebrare impotenti il funerale delle nostre aziende.
I trattori dalla Sicilia percorreranno oltre duemila e cinquecento chilometri per portare le richieste a Roma, insieme ai trattori degli altri comitati della Basilicata, Puglia, Abruzzo, Campania, Lazio, Sardegna e delle altre realtà del Sud. Lungo il percorso si aggiungeranno altri agricoltori, sindaci ed amministratori. Arriviamo a Roma per tenere incontri, iniziative, manifestazioni nei giorni in cui si apre il Vertice della FAO in cui 120 capi di Governo e ministri dovranno discutere di agricoltura, fame e povertà. Al nostro ministro che sarà con gli altri diremo forte e chiaro: la crisi è qui, la Sovranità Alimentare è la risposta dei contadini di tutto il mondo.
Per info: Fabbris – Malannino www.altragricoltura.net www.altragricoltura.info/giornaleonline
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